CASI TRATTATI

CASO 1 - Sciatica L5

Anno 1998 - Signora Z.A. 48 anni
Questa signora presentava una sciatica di L5 che, né riposo né trattamento medico avevano migliorato. La risonanza magnetica mostrava un`ernia discale L4 -L5.
La signora si sottopose ad intervento chirurgico, il neurochirurgo trovava una voluminosa ernia discale L4-L5 che rimuoveva senza problemi. 
A. Z. mostrava miglioramenti, ma dopo alcuni mesi ricominciò a lamentarsi con dolore soprattutto notturno. Curata con ansiolitici e antidepressivi dopo alcuni mesi Z .A. passò alla nostra osservazione. Fin dalla Prima seduta di medicina manuale ella ha trovato sollievo, dopo 8 trattamenti la sintomatologia è completamente scomparsa. Da allora pratica ginnastica posturale e trattamenti di mantenimento (1 seduta ogni 6 mesi) e tranne qualche lieve episodio non ha mai accusato dolori Lombosciatalgici.
Ora Voi mi vorreste domandare: ma la paziente cosa aveva in realtà? Invece sono io a chiedere a voi "Perché a questa paziente è uscita l`ernia del disco?"
Basta porsi questa domanda per capire che l`ernia è sempre (o quasi) un sintomo, "ma perché è uscita l`ernia"? E` la prima cosa che dobbiamo chiederci.
Se io mi opero di ernia ho eliminato davvero il problema?
O se la causa della malattia rimane c`è forse il rischio (nel 70% dei casi) che si riformi un`altra ernia magari al disco soprastante?
Ai posteri l`ardua sentenza, io intanto ringrazio la paziente A. Z. per gli squisiti dolci di cui puntualmente mi fa omaggio nelle festività pasquali: "Grazie, Continuate così".

CASO 2 - Cefalea

Anno 1999 - Signora S. M. 42 anni
Cefalea da 13 anni, inizio progressivo senza causa con crisi sempre più frequenti e durature.
Quando si presenta alla mia attenzione ha 3 o 4 crisi al mese, che durano 2 o 3 giorni senza elementi scatenanti sicuri. Essa è stata seguita in due servizi di neurologia con diagnosi di cefalea vascolare, non è migliorata dai differenti antiemicranici. La crisi cefalgica è parzialmente migliorata dalla Amidopirina (6 confetti al giorno di Optalidon. Chiunque ne abbia a casa una confezione vada a leggere gli effetti collaterali! Grazie).
La paziente da me trattata ha provato giovamento dopo la quarta seduta di medicina manuale e dopo l`ottava non manifestava più crisi dolorose.
Da allora a tutto oggi (oltre 4 anni) non ha mai più preso nessun confetto di Optalidon.

CASO 3 - Lombalgia

Anno 2000 - Paziente C.A. 38 anni
Appassionato di bicicletta, fa lunghi percorsi durante le vacanze. Un giorno, in pieno sforzo, percepisce un dolore molto forte nella regione addominale inferiore destra che lo obbliga a fermarsi, arriva faticosamente al pronto soccorso dell`ospedale più vicino dove viene fatta una diagnosi di appendicite acuta, viene operato ma si scopre invece una appendicite normale.
Il dolore si attenua nei giorni seguenti ma in seguito risente di tanto in tanto di una sensazione sgradevole fino al giorno in cui si presenta una nuova acuta che si blocca spontaneamente; questo si ripete diverse volte.
Una lombalgia destra lo porta a consultare il nostro studio ove si effettua la diagnosi di lombalgia bassa di origine D12-L1 e scopriamo una zona di dolore nella regione addominale inferiore destra responsabile della falsa appendicite a partenza dalla schiena (ramo posteriore del nervo spinale irritato a livello della giunzione dorso-lombare).
Il trattamento vertebrale dà sollievo completo al paziente che, riesaminato mesi dopo, non ha più dolori addominali.


CASO 4 - Lesione dello S.P.E.

Paziente A. F. 42 anni
Il paziente a causa di un grave incidente ha perso la funzionalità dell`arto inferiore sinistro con lesione dello S.P.E. (nervo sciatico popliteo esterno) e paralisi completa della gamba. Il paziente deambula con stampelle ed è portatore di una molla di Cooeville all`arto paralizzato. Viene nel nostro centro dopo tre mesi dall`incidente e dopo che nessun neurochirurgo aveva voluto operarlo per un eventuale innesto del nervo, io gli dico visto che non hai altre scelte proviamo a fare dei trattamenti di medicina manuale e vediamo quello che succede.
Già dopo la prima seduta il nervo comincia a reagire, il piede (il tibale anteriore) comincia a muoversi, dopo 5-6 sedute di terapia manuale abbinata alla elettrostimolazione (stimolazione ora possibile visto che il nervo ha cominciato a rispondere) e alla chinesiterapia in acqua, il paziente comincia a camminare, a guidare la macchina; butta le stampelle la molla e riprende le sue attività quotidiane e la sua attività lavorativa (elettricista!!!) (e scusate se è poco) - (Nell`università di Messina conservano le due Elettromiografie prima e dopo il trattamento.


CASO 5 - Emiparesi Brachio-Crurale Sx

Paziente B. A. 64 anni
Il paziente arriva al nostro studio in quanto affetto da circa 6 mesi da emiparesi Brachio-Crurale Sx da ictus cerebrale con una maggiore compromissione dell`arto inferiore rispetto a quello superiore e difficoltà a camminare (deambula con stampelle). Dopo alcune sedute il paziente riprende a camminare (lascia le stampelle nel nostro studio) e dopo due mesi torna ad una vita normale.
Dopo alcuni mesi mentre passeggiavo vicino casa mi viene incontro una persona in bicicletta che si ferma, mi abbraccia si commuove.... È il nostro paziente oramai completamente guarito.

CASO 6 - Pubalgia

Calciatore professionista I. C. 26 anni
Il giorno 13 agosto arriva al mio studio un calciatore professionista che appena arrivato nel ritiro di una squadra viene subito inviato alla mia attenzione in quanto già dopo il primo giro di campo accusa dolore all`inguine.
Il calciatore mi confessa di avere questo problema da molti anni (Pubalgia) e di essere oramai da molti mesi completamente fermo. Aveva consultato i migliori medici italiani ed europei senza riuscire a risolvere il problema (in compenso aveva fatto 80 infiltrazioni!!!). Dopo circa 20 giorni di cura (ferragosto compreso) torna a giocare ad alti livelli e senza più problemi (a parte qualche seduta di controllo presso il mio studio).


CASO 7 - Grave gonartrosi bilaterale

Paziente C. M. 54 anni
Arriva al nostro studio una paziente con forti dolori alle ginocchia e difficoltà a deambulare. La paziente (in sovrappeso e cardiopatica) ha già consultato alcuni ortopedici che le hanno diagnosticato una "grave gonartrosi bilaterale" e le hanno consigliato un intervento che però la paziente non può affrontare viste le sue condizioni generali. Viene da me disperata e disposta a tutto pur di guarire; dopo otto sedute le ginocchia si sgonfiano, il dolore sparisce, la paziente riesce a camminare senza difficoltà e a riprendere la sua vita quotidiana.
Per ricompensa la signora ancora non mi ha pagato(!!!) anche se ogni giorno ci chiama dicendo che passerà domani a saldare il conto.

CASO 8 - Spalle Dolenti

Anno 2005 - Paziente C.N. anni 68 
Paziente C.N. di anni 68 madre di nostro caro amico si presenta al nostro studio in seguito ad un incidente stradale dove riportava una ”lussazione di spalla con lesione parziale della cuffia”; la signora già sottoposta ad intervento chirurgico di “acromionplastica e sutura della cuffia” non riusciva ad effettuare quasi alcun movimento della spalla con dolore costante e tutti gli altri sintomi della cosiddetta “spalla congelata”. Dopo 2-3 mesi di fisioterapia presso il nostro centro dove abbiamo associato le tecniche di strechting capsulare, mobilizzazione passiva e terapia manuale secondo Cyriax, abbiamo riportato l’articolarità della spalla della paziente fino a 90° di flessione e di abduzione e miglioramento anche degli altri range articolari con scomparsa del dolore e recupero della funzionalità della spalla. “Giustamente” però la paziente nella ultima visita di controllo affermava che stava bene ma che la spalla non era tornata proprio come era prima dell’incidente!!!! (chi si accontenta gode!).


CASO 9 - Zoppia post-traumatica

Anno 2005 - Paziente di 58 anni
Paziente di anni 58 dolore al piede con grave zoppia da circa 20 anni in seguito ad un violento trauma. Dopo solo 6 sedute di medicina manuale associata a ciclo di rieducazione funzionale della tibia-tarsica, il paziente è tornato a deambulare in maniera regolare ed è stato emozionante reincontrarlo presso il campo scuola di Cosenza e vederlo correre!!!

CASO 10 - Tetraparesi spastica post-chirurgica - Gino Altomare, 64 anni

Gino Altomare anni 64 Tel.0984 961513
Il paziente arriva nel nostro studio a Febbraio 2010 seduto su una sedia a rotelle con tutti e quattro gli arti paralizzati con maggiore prevalenza a sinistra e con difficoltà a mantenere la postura eretta e, ovviamente, a deambulare; inoltre presenta l’arto superiore sinistro completamente immobile con retrazione spastica della mano. Il paziente è affetto da stenosi da ernia discale C3-C4 ed in seguito all’intervento chirurgico presenta ora una TETRAPARESI POST-OPERATORIA.

Aveva già per qualche mese effettuato un ciclo di riabilitazione in altra struttura con scarsi risultati e pertanto si presentava ancora più depresso e quasi disorientato.  
Prepariamo un protocollo riabilitativo specifico basato ovviamente sulla Medicina Manuale e sulla rieducazione neuromotoria e prendiamo in cura il paziente presso il nostro Centro di Castrolibero. Dopo alcune settimane il paziente già deambulava senza stampelle e dopo qualche mese vedo lo stesso paziente (grande tifoso del Cosenza) nella nostra palestra, calciare un pallone di destro e poi di sinistro: grande emozione generale e pianto liberatorio del nostro paziente che da allora ha ripreso a lavorare ed a compiere autonomamente tutte le attività della routine quotidiana. Il paziente è ancora in terapia presso in nostro centro per il recupero completo dell’arto superiore sinistro che, alla visita iniziale, era completamente paralizzato. Proprio in questi giorni altro momento di commozione quando il paziente ha fatto un bel disegno con la mano sinistra in precedenza COMPLETAMENTE PARALIZZATA!
Il sign. Altomare è a completa disposizione di chi volesse contattarlo e di chi, come lui, si trova nelle condizioni in cui lui precedentemente si trovava per far capire che non esistono malattie incurabili e che oggi, grazie alla Medicina Manuale, è possibile migliorare la qualità della vita di pazienti affetti da gravissime malattie.

CASO 11 - Ernia del disco cervicale C6-C7 - Giuseppe Costanzo, 30 anni

Giuseppe Costanzo anni 30 Tel.338 3701233 
N
el mese di Aprile 2010 si presenta un giovane collega medico con in mano le immancabili risonanze magnetiche ed un foglio di una visita specialistica neurochirurgica con la prescrizione di un inevitabile intervento chirurgico di discectomia.
Al collega faccio presente la nostra percentuale di risultati positivi nelle ernie cervicali: 100% su 2000 pazienti trattati dicendo che, in caso di nostro insuccesso, sarebbe il nostro primo paziente ad operarsi di ernia del disco cervicale. Dopo 12 sedute presso il nostro Centro di Settimo di Montalto (specializzato nella cura delle patologie vertebrali) il collega non riferiva più dolore ed il suo recupero era completo. Dopo 20 giorni riprendeva la sua attività di chirurgo della’apparato urinario e gli veniva consigliato di praticare ginnastica posturale e/o nuoto e di sottoporsi a controlli periodici. Il paziente sparisce per un anno e ritorna presso in nostro Centro con una nuova ernia e sempre più convinto di doversi sottoporre all’intervento chirurgico, convinto anche questa volta a non operarsi, gli preparo un protocollo riabilitativo mirato con la risoluzione del problema in poche sedute. 
Attualmente il collega sta bene e sta effettuando ginnastica posturale in quanto ha capito l’importanza di migliorare la sua ipercifosi dorsale causa delle sue rnie ed è a disposizione di tutti i pazienti affetti da ernia del disco per aiutarli a seguire un percorso che possa risolvere tutti i loro problemi.

CASO 12 - Lombocruralgia destra da ernia del disco intraforaminale - Michelina Guarnieri, 62 anni

Michelina Guarnieri anni 62 Tel. 3339071804
Nel mese di Gennaio 2011 si presenta nel nostro Centro di Settimo di Montalto la Signora Guarnieri Michelina sorretta da due familiari riferendo di non riuscire a camminare da un anno e di essere stata ricoverata in ben 3 cliniche ma di stare sempre peggio. La paziente viene inviata nel nostro Centro da un neurochirurgo che, giustamente, considerato che l’ernia della Signora risulta essere intraforaminale, non vorrebbe sottoporla ad intervento chirurgico visti i rischi che le ernie intraforaminali danno in caso di intervento chirurgico. 
 
La paziente non riesce a stare in piedi né seduta e da circa un anno non esce da casa tranne che per i ricoveri effettuati, non dorme poiché la notte il suo dolore aumenta e non riesce più a compiere nessuna attività di vita quotidiana e pure per andare al bagno deve essere accompagnata dal marito. Dopo averla visitata e preso visione della documentazione clinica le compilavo un Protocollo riabilitativo specifico basato sulla Medicina Manuale associata a terapia fisica. Ovviamente non le prescrivevo farmaci poiché da mesi la Signora aveva preso di tutto con scarsissimi risultati. Nonostante le difficoltà iniziali, poiché la paziente appariva ovviamente poco fiduciosa considerato che finora non aveva avuto nessun giovamento da tutte le terapie precedentemente effettuate, la paziente già dopo un paio di settimane cominciava a stare bene con grande gioia della stessa ed, ovviamente, dei familiare 8in particolare del marito).
Attualmente, dopo aver effettuato le 20 sedute di fisioterapia da me prescritta, la paziente sta perfettamente bene, non ha più dolore da nessuna parte e la sua schiena ha recuperato la piena articolarità  e funzionalità con scomparsa di tutti i sintomi precedentemente riferiti. La Signora inoltre riferisce il grande clamore ed entusiasmo che ha suscitato nel suo paese (Dipignano) quando l’hanno vista camminare tranquillamente, andare a fare la spesa, riprendere a fare la vita normale che, da oltre un anno, non riusciva più a fare. Della Signora noi ricorderemo sempre la sua gratitudine nei nostri confronti che è poi il motivo per cui continuiamo a fare questo lavoro nonostante i tanti sacrifici che ogni giorno facciamo e facciamo fare ai nostri familiari. 
Infine un grazie va anche al Neurochirurgo che giustamente prima di sottoporla ad un intervento davvero molto rischioso l’ha inviata da noi mostrando grande professionalità e coscienza.

CASO 13 - Tetraparesi da lesione midollare cervicale - Sandro Principe

Sandro Principe
Paziente affetto da tetraparesi da lesione midollare cervicale da arma da fuoco. Il paziente alla mia visione si presentava dopo circa un anno dall’evento; lo stesso deambulava a piccoli passi con andatura falciante a sx; l’arto superiore sinistro era marcatamente ipostenico, retratto con completo spasmo della mano sx; il rachide cervicale si mostrava completamente bloccato, senza possibilità di alcun movimento; rigido e molto dolente. Dopo 20 sedute di medicina manuale associate a sedute di riabilitazione in acqua, il paziente evidenziava una scomparsa della ipostenia e dello spasmo della mano sinistra con recupero completo della funzionalità dell’arto superiore sinistro. Inoltre il paziente aveva recuperato appieno la mobilità del collo con scomparsa del dolore e, cosa ancora più sbalorditiva, il paziente è tornato a camminare, in maniera regolare a fare le scale e a guidare l`auto!!! Spero che nelle preghiere del nostro caro paziente ci sia sempre e ancora io!

Fracassi Alberto-51 anni- Lombalgia da discopatia con marcata ipotonia dei muscoli dorsali e lombari

Mendoli Iole - 72 anni - Claudicatio intermittens bilaterale da stenosi lomabare con iniziale instabilità vertebrale

Claudicatio intermittens bilaterale da stenosi lombare con iniziale instabilità vertebrale. ottimi risultati e miglioramenti dalle 6 seduta di fisioterapia.