MEDICINA MANUALE vs CHIRURGIA

Medicina Manuale vs Chirurgia

In questi anni presso il Centro, grazie al connubio scientifico fra la medicina manuale e la moderna terapia fisica, siamo riusciti ad evitare moltissimi interventi chirurgici che ovviamente presentano moltissimi rischi e, il più delle volte, non sono risolutivi o purtroppo (come nel caso dell’ intervento chirurgico per ernia del disco) sono a rischio di recidive.
Ecco quindi un elenco di tutte le malattie che nel nostro centro riusciamo a curare senza ricorrere all’intervento chirurgico con a fianco la percentuale dei risultati positivi ottenuti.
Ernia del disco cervicale: 100%
Al contrario di quello che si pensa riusciamo, ormai, a non fare più operare  le ernie cervicali. In otto anni e per più di 2.000 casi nessun paziente in cura da noi, in quanto affetto da ernia cervicale (anche quelle grosse che causano compressione sulle radici nervose) si è dovuto sottoporre ad intervento chirurgico di discectomia. Tutti i pazienti trattati presso il C.M.R. hanno avuto una completa risoluzione dei sintomi provocati dall’ernia (cervicalgia, cervicobrachialgia, vertigini, cefalee, parestesie, dolori notturni) e nei casi in cui vi era una perdita di forza da sofferenza del nervo (documentata con elettromiografia) vi è sempre stata una ripresa completa della forza muscolare e della funzionalità degli arti. Inoltre tutti i 2.000 pazienti (circa) curati da noi per ernia del disco hanno ripreso la loro attività professionale e sportiva come e meglio di prima d’ammalarsi (caso emblematico quello del campione italiano di windsurf acrobatico che per un ernia cervicale gli era stato detto che non avrebbe potuto più praticare tale disciplina. Dopo 6 sedute effettuate nel nostro centro e dopo un lavoro di bonificazione muscolare e ginnastica posturale è tornato a gareggiare e a vincere).
Ernia del disco lombare : 92%
Per quanto riguarda i pazienti affetti da ernia lombare abbiamo ottenuto con le nostre cure un’efficacia del 92%. Su 100 pazienti affetti da ernia lombare, anche grave, solo 8 malati non traggono beneficio dalle terapie effettuate presso il nostro centro di medicina riabilitativa.
Questa percentuale di efficacia (92%) è più alta di quella ottenuta tramite la chirurgia o mediante altri tipi di terapia quali infiltrazioni, ozonoterapia o metodiche chiropratiche che hanno anche, oltre a una minore efficacia, una discreta percentuale di rischi ed effetti collaterali. Mentre, lo ribadiamo, la terapia effettuata presso il nostro centro presenta zero rischi e zero effetti collaterali.
Nelle ernie lombari più che nelle ernie cervicali, è importante il fattore posturale e quello muscolare per cui, soprattutto nelle prevenzioni delle recidive, (più frequenti nelle ernie lombari che in quelle cervicali) di fondamentale importanza risulta essere la ginnastica posturale, la tonificazione dei muscoli addominali, l’allungamento dei muscoli paravertebrali lombari, ecc.
Stenosi lombare: 88%
In questi anni presso il C.M.R. abbiamo curato numerosi pazienti affetti da stenosi lombare con un percentuale altissima di successi (88%) considerata la gravità di questa malattia ed i frequenti insuccessi e i grandi rischi delle tecniche chirurgiche.
I pazienti affetti da questa malattia si presentano al nostro studio con una marcata claudicatio e in molti casi nella impossibilità di riuscire a camminare. In genere dopo 20 sedute di fisioterapia presso il nostro centro dove associano le terapie manuali, le terapie fisiche e metodiche di ginnastica specifica, il paziente ritorna a camminare, il dolore sparisce e anche la claudicatio. Abbiamo nella nostra casistica pazienti che sono tornati a giocare a tennis, a scalare montagne e a percorrere 10 KM al giorno!!!
Lesioni Meniscali: 100%
In questi anni abbiamo trattato oltre 700 lesioni meniscali e nel 100% dei casi siamo riusciti ad evitare l’intervento chirurgico anche nelle lesioni meniscali più complete e più gravi riuscendo ad evitare in tutti i casi la meniscectomia (l’asportazione del menisco o di un pezzo dello stesso) e permettendo il ritorno alle normali attività fisiche e sportive (55 gli atleti professionisti a cui abbiamo salvato l’asportazione del menisco).
 I menischi sono semilune di tessuto fibro – cartilagineo posti tra i condili femorali e i piatti tibiali e aumentano la concruenza tra queste superfici e migliorano la distribuzione del carico proteggendo la cartilagine articolare. Pertanto, considerata l’importanza che hanno, bisognerebbe evitare la rimozione seppur parziale tramite la meniscectomia artroscopica per non andare incontro ad una artrosi precoce e questo, grazie alla Medicina Manuale, oggi è possibile. Infatti anche nelle lesioni meniscali gravi grazie alla MEDICINA MANUALE ASSOCIATA AD UN LAVORO MUSCOLARE SPECIFICO è possibile evitare l’intervento chirurgico e tutto il decorso post –operatorio con un ripristino completo dell’articolarità e della funzionalità solamente dopo una decina di sedute. Dal 1998 ad oggi nei nostri Centri abbiamo trattato 700 lesioni meniscali con 100% di risultati positivi; fra questi ben 55 sono calciatori professionisti che ancora calcano i terreni di giuoco e in più conservano i loro menischi importanti negli anni per rallentare l’insorgenza dell’artrosi del ginocchio, patologia molto frequente negli ex calciatori proprio perché negli anni precedenti era molto usuale togliere i menischi. Un’altra pratica chirurgica molto praticata negli anni passati era la famosa “pulizia del ginocchio in artroscopia” e, ancora adesso, nonostante tutti i danni che ha provocato in questi anni, purtroppo viene ancora praticata. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ne sconsiglia ormai da anni l’effettuazione perché, oltre ad avere dei notevoli rischi, va addirittura ad aggravare negli anni l’artrosi del ginocchio. Infatti le LESIONI MENISCALI DEGENERATIVE del soggetto anziano o di media età non vanno trattate chirurgicamente perché si è visto che ciò va addirittura a peggiorare lo stato della cartilagine con accelerazione del processo artrosico. Al contrario alcune sedute di Medicina Manuale associate ad una riabilitazione muscolare specifica praticate con periodicità (almeno 2 volte all’anno) bloccano il processo artrosico evitando la degenerazione della cartilagine e permettendo di non arrivare MAI alla protesi.
Artrosi anca e ginocchio (anche grave): 95%
Ormai sono tanti i pazienti che già da 7-8 anni si sarebbero dovuti sottoporre a intervento chirurgico di protesi poiché gli era stato detto che l’intervento era per loro l’unica possibilità di guarire e di poter tornare a camminare. Questi pazienti non si sono ancora operati e grazie alle cure fisioterapiche che effettuano circa 2 volte l’anno presso il nostro centro hanno ripreso la loro normale attività (alcuni giocano anche a tennis) con scomparsa del dolore e ripresa della particolarità e della funzionalità dell’articolazione colpita. Noi siamo sicuri che fra qualche anno nessuno o quasi si dovrà sottoporre a interventi di protesi (interventi, nonostante i progressi tecnici, sempre rischiosi e che richiedono un tempo di inabilità elevato) poiché l’artrosi è una malattia che può essere curata; l’artrosi è un processo degenerativo così lento e grande che può essere bloccato. Nel 2011 abbiamo tante armi che possiamo usare contro l’artrosi che non è possibile che si arrivi alle protesi che oltretutto hanno una durata (max 10-15 anni) e sono sempre corpi estranei che l’organismo non “accetta” mai facilmente. Oggi abbiamo la possibilità di curare tutte le artrosi dobbiamo solo informare il paziente che l’artrosi è una malattia silente un killer silenzioso che richiede una diagnosi precoce e che può essere bloccata grazie ai nuovi mezzi di terapia fisica, alle terapie manuali sempre più efficaci e a un tipo di lavoro muscolare specifico diverso da paziente a paziente. Pertanto l’intervento chirurgico di protesi rientra alla fine e solo alla fine un protocollo curativo specifico per ogni paziente che se ben effettuato, anche nelle artrosi marcate, permette di non arrivare mai alla protesi (presto sarà pubblicato su alcune riviste mediche un nostro lavoro su 500 pazienti affetti da artrosi di anca e ginocchio con il 95% di risultati positivi).
Tunnel carpale: 100%
La sindrome del tunnel carpale può essere curata senza ricorrere all’intervento chirurgico: finora su quasi 100 pazienti nessuno è stato costretto a ricorrere all’intervento chirurgico (che, anche se poco invasivo, presenta sempre dei rischi) e la cosa ancora più sbalorditiva è che abbiamo avuto finora nessuna recidiva.