PATOLOGIE

Artrosi (coxartrosi, gonartrosi)

Artrosi del rachide

Cefalee e Vertigini

Cervicalgie e cervicobrachialgie

Claudicatio intermittens

Emiparesi da ictus cerebrale

Epicondilite ed Epitrocleite

Ernie del disco e discopatie

Esiti di interventi chirurgici sulla colonna vertebrale

Esiti di lesioni traumatiche (lussazioni, fratture, distorsioni)

Fratture vertebrali

Lesioni Meniscali

In questi anni abbiamo trattato oltre 700 lesioni meniscali e nel 100% dei casi siamo riusciti ad evitare l’intervento chirurgico anche nelle lesioni meniscali più complete e più gravi riuscendo ad evitare in tutti i casi la meniscectomia (l’asportazione del menisco o di un pezzo dello stesso) e permettendo il ritorno alle normali attività fisiche e sportive (55 gli atleti professionisti a cui abbiamo salvato l’asportazione del menisco).
 I menischi sono semilune di tessuto fibro – cartilagineo posti tra i condili femorali e i piatti tibiali e aumentano la concruenza tra queste superfici e migliorano la distribuzione del carico proteggendo la cartilagine articolare. Pertanto, considerata l’importanza che hanno, bisognerebbe evitare la rimozione seppur parziale tramite la meniscectomia artroscopica per non andare incontro ad una artrosi precoce e questo grazie alla Medicina Manuale oggi è possibile. Infatti anche nelle lesioni meniscali gravi grazie alla MEDICINA MANUALE ASSOCIATA AD UN LAVORO MUSCOLARE SPECIFICO è possibile evitare l’intervento chirurgico e tutto il decorso post –operatorio con un ripristino completo dell’articolarità e della funzionalità solamente dopo una decina di sedute. Dal 1998 ad oggi nei nostri Centri abbiamo trattato 700 lesioni meniscali con 100% di risultati positivi; fra questi ben 55 sono calciatori professionisti che ancora calcano i terreni di giuoco e in più conservano i loro menischi importanti negli anni per rallentare l’insorgenza dell’artrosi del ginocchio, patologia molto frequente negli ex calciatori proprio perché negli anni precedenti era molto usuale togliere i menischi. Un’altra pratica chirurgica molto praticata negli anni passati era la famosa “pulizia del ginocchio in artroscopia” e, ancora adesso, nonostante tutti i danni che ha provocato in questi anni, purtroppo viene ancora praticata. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ne sconsiglia ormai da anni l’effettuazione perché, oltre ad avere dei notevoli rischi, va addirittura ad aggravare negli anni l’artrosi del ginocchio. Infatti le LESIONI MENISCALI DEGENERATIVE del soggetto anziano o di media età non vanno trattate chirurgicamente perché si è visto che ciò va addirittura a peggiorare lo stato della cartilagine con accelerazione del processo artrosico. Al contrario alcune sedute di Medicina Manuale associate ad una riabilitazione muscolare specifica praticate con periodicità (almeno 2 volte all’anno) bloccano il processo artrosico evitando la degenerazione della cartilagine e permettendo di non arrivare MAI alla protesi.

Lesioni nervose periferiche (deficit dello S.P.E., ecc.)

Lombalgie acute e croniche

Lombosciatalgie da ernia del disco

La lombalgia e lombosciatalgia sono diventate, per la nostra società, un grave problema sanitario con costi annuali di milioni di euro a carico dei concittadini.
L`80% della popolazione subirà nel corso della propria esistenza almeno un episodio disabilitante di mal di schiena; di questi il 35% continua a soffrire di mal di schiena.
Buoni risultati nel trattamento sono più comuni nei casi delle lombalgie acute, come è descritto e sottolineato nella letteratura; la maggioranza dei sofferenti di lombalgie acute recuperano entro un mese dall`episodio scatenante, indipendentemente dal trattamento.
La lombalgia e lombosciatalgia cronica (35% dei pazienti affetti da lombalgia acuta) sono un problema diverso e rappresentano una grande sfida per fisiatra e fisioterapista.
E` infatti difficile fare una classificazione poiché la lombosciatalgia cronica è un problema multifattoriale con quadro differente per ogni singolo paziente che oltre ad una valutazione clinica e strumentale del rachide lombare, richiede anche la valutazione di altre parti anatomiche (anca, regione sacro-iliaca, rachide dorsale, piede) ed un attento esame muscolare (in particolare glutei, trasverso dell`addome, adduttori, pronatori e supinatori del piede).
Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla pubblicazione scientifica.

Metatarsalgia e neuroma di Morton

Miositi

Osteoporosi

Osteoporosi del rachide (anche con crolli vertebrali)

Pubalgie

Il termine "Pubalgia" descrive una sindrome dolorosa che interessa la regione addomino-pubo-crurale, ma con quadri anatomo-clinici assai differenti tra di loro.
Jarvinen individua almeno 72 cause di Pubalgia: riguardano in gran parte patologie muscolari e tendinee (tendinopatie inserzionali, calcificazioni, avulsioni, ernie), ossee e articolari (fratture, fratture da stress, osteocondrosi, osteonevrosi), ma anche patologie infettive, borsiti, intrappolamenti nervosi e altre. In base alle lesioni anatomo-patologiche, alla sintomatologia e al differente approccio terapeutico possiamo distinguere tre gruppi:
il 1° gruppo è costituito da quella che definiamo: "Tendinopatia inserzionale degli adduttori e/o degli addominali, eventualmenteassociata ad un`osteoartropatia della zona pubica, di origine microtraumatica".
E` sicuramente il tipo di lesione più diffusa nel mondo del calcio. Da sottolineare l`importanza del fattore vertebrale e posturale.
Il 2° gruppo riguarda lesioni più subdole e per le quali non è sempre facile formulare una diagnosi precisa ed è costituito da lesioni della parte addominale e, in particolare, del canale inguinale quali:
Ernia inguinale vera;
Debolezza della parete posteriore del canale inguinale;
Anomalie del tendine congiunto.
Nel 3° gruppo rientrano tutte le altre cause di dolore al pube, alla regione adduttoria e alla regione addominale:
Distrazione o rotture dell`ileopsoas;
Sindrome da compressione nervosa (i nervi che possono essere interessati da sindromi da intrappolamento sono diversi: il nervo inguinale, il nervo femorocutaneo, il nervo femorale, il nervo perineale o il nervo otturatorio);
Lesioni ossee (osteite pubica, frattura da stress delle ossa iliache e della testa del femore, lesioni da stress o diastasi della sinfisi pubica, ma anche osteocondriti disseccanti, osteomieliti e patologie tumorali).

Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla pubblicazione scientifica.

Sclerosi multipla

Scoliosi e cifosi giovanili e dell`adulto

Sindrome del tunnel carpale

Sindromi posturali

Spalle dolenti

Le patologie della spalla, insieme al mal di schiena e alle patologie del ginocchio, sono i disturbi muscolo-scheletrici più frequentemente lamentati dai pazienti in sededi visita specialistica.
E` importante ricordare come le patologie di spalla, raramente sono imputabili ad eventi traumatici isolati ma sono, anzi, la conseguenza di alterazioni posturali abituali nel sistema di movimento, che essendo nello specifico, per la spalla, molto complesso ( formato da 5 articolazioni e ben 17 muscoli) può andare incontro a microtraumi che si ripetono abitualmente, soprattutto, durante le normali attività lavorative.
E` altresì indubbio il grande influsso delle vertebre dorsali, sui movimenti di spalla, in quanto un aumento della fisiologica cifosi dorsale o una diminuzione della mobilità toracica, dovuta ad alterazioni posturali, può ridurre significativamente l`ampiezza dei movimenti di spalla scatenando così l`inizio della patologia.
Proprio per questo, le categorie professionali soggette a patologie di spalla sono molteplici e svariate: impiegati, insegnanti, segretarie così come architetti, ingegneri ed avvocati, che con la ripetitività dei gesti e l`errata postura, durante le loro attività lavorative, vanno ad alterare il sistema scatenando così l`inizio della patologia.
La soluzione del disturbo doloroso e/o funzionale che affligge la spalla si ottiene quasi esclusivamente con modalità conservative e con risultati molto vicini al 100%.
Attualmente, le linee guida internazionali basate sulla raccolta delle evidenze scientifiche pubblicate, indicano nella fisioterapia e nello specifico nella Terapia Manuale, associata ad esercizi di rinforzo e stabilizzazione muscolare, la migliore modalità di trattamento per la cura delle patologie di spalla.
Da ciò si evince che le più comuni affezioni come il conflitto scapolo-omerale, detto anche impingement di spalla, la periartrite scapolo omerale, la capsulite adesiva o spalla congelata, le lesioni della cuffia dei rotatori e le instabilità trovano nei trattamenti citati la loro risoluzione non solo nella diminuzione dei sintomi e nella loro scomparsa a lungo termine ma anche nel ripristino della normale funzionalità articolare.

Spondilolisi e spondilolistesi

Stenosi del canale vertebrale

Tendiniti e lesioni muscolari

Il tessuto muscolare è costituito da cellule conosciute con la denominazione di fibre muscolari a causa della loro conformazione stretta e piuttosto allungata.
Il tessuto muscolsare possiede una componente cospicua di tessuto connettivo che rifornisce le cellule muscolari dei composti nutritivi necessari per il loro metabolismo e ne facilita la contrazione costituendo un`imbrigliatura ininterrotta di tessuto connettivo.
Sebbene i muscoli scheletrici siano dotati di una certa capacità di rigenerare, la guarigione di lesioni cospicue dei ventri muscolari avviene in gran parte per la formazione di tessuto cicatriziale.
Un tessuto cicatriziale disorganizzato altera la capacità funzionale ed opera come una barriera fisica che si oppone alla rigenerazione delle fibre muscolari.
Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla pubblicazione scientifica 

Sinusiti croniche

Incontinenza urinaria

Vescica neurologica